Sono tornata da un fine settimana di lavoro a Berlino e devo dire che sono rimasta davvero colpita da questa città che mi aspettavo interessante, ma forse non così tanto. Prima di partire tutte le persone a cui avevo menzionato questo imminente viaggio mi avevano mostrato il loro entuasiasmo per Berlino, la sua vita culturale, il fermento artistico, le tante novità architettoniche che l'hanno ridisegnata dall'89 ad oggi..Ed in effetti Berlino è questo, ma è anche molto di più.
Arrivata all'aeroporto di Tegel, il bus n. 109 che passa ogni 10 minuti va direttamente verso il centro. Il crocevia fondamentale per muoversi in autobus è il famoso zoo (sì, proprio quello del libro) dove arrivano e partono bus per ogni quartiere della città. Il mio hotel era a Kufurstendamm (o come la chiamano i berlinesi "Ku'damm"), il cuore della allora Berlino ovest, il viale dei negozi, delle boutique, delle villette in stile liberty che una volta, prima del pazzo, appartenevano alla più ricca borghesia ebraica. Se qualcuno di voi andrà a Berlino e sarà alloggiato nel centro storico, dallo Zoo si deve cambiare autobus e prendere il n. 100 o il n. 200. Tutto è estremamente chiaro, ad ogni fermata c'è un cartello elettronico che informa entro quanto tempo arriverà l'autobus desiderato e la precisione tedesca non si smentisce: se c'è scritto 1 minuto stai certo che dopo 1 minuto preciso l'autobus è lì. Come a Firenze con l'ATAF, uguale. Il biglietto si fa in bus, gli autisti sono cortesissimi, tutti parlano inglese e qualcuno abbozza anche un italiano stentato, ma fa piacere comunque! Dall'aeroporto di Tegel alla porta del mio hotel ci ho impegato 25 minuti, come da Roma Fiumicino al centro di Roma.....(ma quando mai?).
Dopo l'ingresso e la sistemazione in hotel ho deciso di andare in centro, visto che il meeting a cui dovevo partecipare sarebbe iniziato la mattina dopo ed erano solo le 16:00. Così bus 109 fino allo zoo e bus 100 fino ad Alexanderplatz. Nel tragitto si passa in mezzo al Tiergarten (il grandissimo parco della città), davanti al Reichstag dove finalmente, dopo l'incendio provocato dai seguaci del pazzo nel 1933, i bombardamenti della seconda guerra mondiale e la dismissione in epoca di guerra fredda, è tornato a riunirsi il Parlamento tedesco. La sua cupola in vetro che svetta è suggestiva ed all'altezza del tanto clamore suscitato
Arrivata all'aeroporto di Tegel, il bus n. 109 che passa ogni 10 minuti va direttamente verso il centro. Il crocevia fondamentale per muoversi in autobus è il famoso zoo (sì, proprio quello del libro) dove arrivano e partono bus per ogni quartiere della città. Il mio hotel era a Kufurstendamm (o come la chiamano i berlinesi "Ku'damm"), il cuore della allora Berlino ovest, il viale dei negozi, delle boutique, delle villette in stile liberty che una volta, prima del pazzo, appartenevano alla più ricca borghesia ebraica. Se qualcuno di voi andrà a Berlino e sarà alloggiato nel centro storico, dallo Zoo si deve cambiare autobus e prendere il n. 100 o il n. 200. Tutto è estremamente chiaro, ad ogni fermata c'è un cartello elettronico che informa entro quanto tempo arriverà l'autobus desiderato e la precisione tedesca non si smentisce: se c'è scritto 1 minuto stai certo che dopo 1 minuto preciso l'autobus è lì. Come a Firenze con l'ATAF, uguale. Il biglietto si fa in bus, gli autisti sono cortesissimi, tutti parlano inglese e qualcuno abbozza anche un italiano stentato, ma fa piacere comunque! Dall'aeroporto di Tegel alla porta del mio hotel ci ho impegato 25 minuti, come da Roma Fiumicino al centro di Roma.....(ma quando mai?).
Dopo l'ingresso e la sistemazione in hotel ho deciso di andare in centro, visto che il meeting a cui dovevo partecipare sarebbe iniziato la mattina dopo ed erano solo le 16:00. Così bus 109 fino allo zoo e bus 100 fino ad Alexanderplatz. Nel tragitto si passa in mezzo al Tiergarten (il grandissimo parco della città), davanti al Reichstag dove finalmente, dopo l'incendio provocato dai seguaci del pazzo nel 1933, i bombardamenti della seconda guerra mondiale e la dismissione in epoca di guerra fredda, è tornato a riunirsi il Parlamento tedesco. La sua cupola in vetro che svetta è suggestiva ed all'altezza del tanto clamore suscitato
e giù per la Unter den Linden costeggiando gli edifici delle ambasciate, sia vecchi che nuovi ed innovativi, l'Opera, fino all'Isola dei Musei. Qui sono scesa e dato che i musei berlinesi il giovedì sono aperti fino alle 22.00 mi sono vista tutto il Museo di Pergamo (superbo), l'Altes Museum e la Galleria Nazionale. Una goduriaaaaaaaaaaaaa. Il Pergamon Museum con l'omonimo altare, la porta di Tebe ricostruita coi pezzi originali, la bella mostra su Babilonia è stato memorabile, alla faccia di chi dice che i bei musei ce li abbiamo solo in Italia. Sì, sono in Italia, ma sono anche altrove.


Negli altri giorni alla fine del meeting sono sempre scappata in centro e ho visto il resto: la Alexanderplatz coi suoi edifici a effetto "socialismo reale", la Gendarmen-markt, con le cattedrali francese e tedesca, deliziose.
Mi sono fatta anche un giro in battello sulla Sprea, fiume navigabile da cui si gode di una vista della città diversa e molto molto suggestiva. Ho preso l'ultimo battello della sera, c'eravamo solo io e una collega, è stato forte, il battello andava solo per noi! Peccato che al posto della collega non ci fosse stato che so...George Clooney...
Ho visitato anche il memoriale dell'Olocausto, nella strada che conduce a Postdamer Platz. E' stato oggetto di molte discussioni prima dell'apertura, come tutte le cose nuove, ma io l'ho trovato molto interessante e suggestivo: è costituito da parallelepipedi neri posti in verticale su un terreno molto ondulato. L'altezza progressiva dei parallelepipedi insieme all'ondulazione del terreno fa sì che mano a mano che cammini non vedi più il cielo e questi volumi sembra che ti cadano addosso: un effetto di soffocamento che rende molto l'idea delle sensazioni che hanno potuto provare le vittime delo sterminio, il senso di non vedere un'uscita, il sole, la speranza....
Sono molti i luoghi della memoria a Berlino, sia dei tempi del nazismo che di quelli del muro. Il muro non c'è più ma è ovunque. I suoi resti sono pochissimi ma tutti, guide comprese, quando illustrano i monumenti o i quartieri dicono "qui c'era il muro; questa era Berlino Est" etc. E' una divisione che ha segnato molto la città e si sente tuttora, la memoria del muro non si è cancellata, anche se il nuovo volto di Berlino è senza dubbio preponderante sulle immagini della vecchia divisione.
Dal serio al faceto, si spende davvero il giusto sia per mangiare che per bere, che per divertirsi, i ristoranti sono molto buoni (anche la buona cucina non è vero che è solo in Italia) le porzioni molto abbondanti, la birra fantastica.
I trasporti sono fantastici, oltre ai bus la metro porta ovunque e anche il treno sopraelevato (la S-Bahn) collega tutti i quartieri. Il biglietto giornaliero integrato per tutti i mezzi costa 6 Euro, per tre giorni 15 euro, per una settimana 24 Euro e vai dove e con cosa ti pare. La sera non mi sono mai sentita a disagio o insicura, c'è tanta gente in strada, sui ponti, nei treni, negli autobus, in giro nonostante il freschino (facevano dai 7 ai 15 gradi). Insomma da tornarci, tre giorni sono pochi ed avrei voluto fare e vedere di più. Se la Mens Sana ci fa il regalino ci si torna per le Final Four 2009 ......che sogno sarebbe, non pensiamoci nemmeno!!
Difetti? Che non parlo tedesco sennò ci andrei a vivere subito. Sicuramente il clima non è gentile, ma credo valga la pena sopportare il cielo grigio ed il freddo per avere in cambio tutto quello che la città offre, soprattutto in termini di stile e qualità della vita, di rispetto per i tempi dei cittadini, dei grandi spazi pubblici per stare insieme e passeggiare, del traffico mai caotico, delle macchine che si fermano anche fuori dalle strisce (come a Milano, uguale). Dopotutto, se manca il caldo o il sole, anche a Berlino ci sono i solarium (e una seduta costa meno che a Montevarchi!!!).
Difetti? Che non parlo tedesco sennò ci andrei a vivere subito. Sicuramente il clima non è gentile, ma credo valga la pena sopportare il cielo grigio ed il freddo per avere in cambio tutto quello che la città offre, soprattutto in termini di stile e qualità della vita, di rispetto per i tempi dei cittadini, dei grandi spazi pubblici per stare insieme e passeggiare, del traffico mai caotico, delle macchine che si fermano anche fuori dalle strisce (come a Milano, uguale). Dopotutto, se manca il caldo o il sole, anche a Berlino ci sono i solarium (e una seduta costa meno che a Montevarchi!!!).